Anche in Puglia e nel Salento, nei capoluoghi e nelle mete del turismo, abitare bene è sempre più difficile: gli appartamenti per affitti brevi aumentano, gli alloggi per l’acquisto o per affitti a prezzi accessibili a medio e lungo termine diminuiscono.
Serva una politica pubblica per la riattivazione degli edifici pubblici dismessi nelle città pugliesi da destinare a nuovi alloggi sociali a prezzi calmierati e popolari. Da destinare anche a studenti.
Come è stato fatto in diverse città pugliesi. E qui a Lecce con la riattivazione dell’ex sanatorio antitubercolare del Galateo, un grande immobile dismesso per tanti anni della Regione Puglia, che abbiamo sottratto alla sua vendita per ripensarne la sua funzione sociale: oggi è il più grande cantiere del sud Italia per alloggi sociali per giovani coppie, studenti, anziani e famiglie monogenitoriali. E con il recupero dell’ex Caserma Cimarrusti – nel cuore della città storica – destinato a residenza universitaria con 80 posti letto
La casa accessibile deve essere un motore sociale e di sviluppo, attorno al quale riscrivere l’agenda delle politiche pubbliche e urbanistiche, una nuova cooperazione tra istituzioni e tra queste e gli investimenti privati, che deve integrarsi con le politiche del lavoro, del diritto allo studio e del welfare, per reagire all’inverno demografico e l’emigrazione dei giovani salentini e pugliesi.
Nella Puglia di tutte e tutti l’abitare è un dritto di cittadinanza.
