Categoria: Regionali 2025

  • Analisi del voto e prospettive per Lecce e il Salento

    Analisi del voto e prospettive per Lecce e il Salento

    In questa campagna elettorale Antonio Decaro ha rappresentato nel modo più chiaro la politica che serve alla Puglia e al Salento. Sono orgogliosa – siamo orgogliosi – di averlo sostenuto nella lista che portava il suo nome. Decaro ha scelto di non lasciarsi trascinare nelle polemiche sterili o nelle rivalità personali che spesso logorano la vita politica, ma di concentrarsi con serietà sui problemi concreti delle pugliesi e dei pugliesi. Ha studiato i dossier, ha incontrato le comunità, ha ascoltato chi vive ogni giorno le difficoltà del lavoro, della sanità, dei trasporti, dei servizi sociali. 

    Da questo percorso sono nate proposte reali e praticabili, capaci di valorizzare quanto la nostra regione ha costruito negli ultimi vent’anni: una Puglia diventata riferimento per lo sviluppo del Mezzogiorno, per dinamismo economico, capacità attrattiva, innovazione sociale e qualità dei servizi pubblici. La sua qualità più grande resta però l’ascolto, un ascolto autentico, che parte dalla voce di chi le fragilità le vive quotidianamente sulla propria pelle. Per questo sarà un privilegio condividere con tutte e tutti voi i prossimi cinque anni, che si annunciano decisivi per il futuro della Puglia e del Salento.

    Per me, che da Lecce e dal Salento sono partita, questo risultato assume un significato particolare. La mia città mi ha restituito un affetto enorme e un sostegno determinante. Qui la competizione era più complessa che altrove: la destra si presentava con la sua squadra più forte, sostenuta da figure di rilievo nazionale ed europeo, da una macchina comunicativa capillare e da molte amministrazioni locali dei comuni più grandi, compresa Lecce. 

    Eppure, nonostante questa condizione, Decaro e la coalizione di centrosinistra hanno saputo imporsi. È stato possibile grazie alla forza del candidato, ma anche al lavoro dei candidati e delle comunità politiche radicate nei paesi del Salento. E, soprattutto, grazie alla spinta decisiva della città capoluogo. Lecce ha scelto in modo netto, infliggendo un 58 a 40 che resterà nella memoria politica della città. Dei 26.000 voti che separano centrosinistra e destra in provincia, ben 7.000 arrivano da Lecce. 

    È un dato straordinario, soprattutto se si considera che appena diciotto mesi fa la città aveva consegnato la guida alla destra. In questo anno e mezzo la cittadinanza ha potuto constatare il vuoto amministrativo, le promesse mancate, le difficoltà di una gestione priva di visione. In questo contesto, la nostra comunità politica ha scelto di non arretrare. Lecce Città Pubblica non si è dispersa dopo la sconfitta, ma ha rilanciato con ancora più forza, costruendo un’opposizione rigorosa, competente, presente nei quartieri, vicina ai bisogni delle persone, capace di restituire credibilità alle ragioni del centrosinistra. 

    Di questo sono orgogliosa. Di questo siamo orgogliosi. E su questa base continueremo a costruire. Nel ruolo di coordinatrice di LCP proseguirò con impegno e determinazione, perché la sfida dei prossimi anni sarà riportare Lecce sulle strade del progresso, della giustizia sociale, della crescita economica e culturale. Lo faremo insieme, con la forza delle idee e della partecipazione, convinti che la politica sia soprattutto un servizio alla propria comunità.

    Ed è proprio pensando al rapporto tra comunità e istituzioni che torna alla mente il dato più preoccupante di queste elezioni: l’astensione. La collocazione invernale del voto e l’assenza di accorpamenti con altre consultazioni non bastano a spiegare un fenomeno che ha portato sei cittadini su dieci a non recarsi alle urne. È un segnale che non può lasciarci indifferenti. 

    Per chi, come noi, ha lottato e continua a lottare per il valore del suffragio universale, per l’idea che il voto di ogni persona – delle più fragili come delle più fortunate – abbia lo stesso peso, questo dato è una ferita politica. Ed è una responsabilità. Tocca a noi ricostruire fiducia, presenza, prossimità. Tocca a noi riportare la politica tra le persone, nelle loro vite quotidiane, nei loro problemi e nelle loro speranze. 

    Lecce Città Pubblica è nata proprio per questo. Per dimostrare che la partecipazione è possibile, che le comunità possono essere protagoniste delle scelte che le riguardano, che la democrazia vive solo se viene coltivata ogni giorno. 

    Ripartiamo da qui. Ripartiamo insieme.

  • La Puglia di tutte e di tutti in Regione

    La Puglia di tutte e di tutti in Regione

    Non ho ancora parole ma solo tantissima emozione e gratitudine.

    Per tutte le persone che hanno creduto in me in tutta la provincia, per la mia splendida città e la sua fiducia, per la mia instancabile comunità politica Lecce Città Pubblica con cui abbiamo costruito passo per passo questa campagna elettorale, per lo staff che spontaneamente ha lavorato con me ogni giorno.

    Volevamo che fosse una sfida collettiva. È stata la vittoria di tutte e tutti.

  • Come si vota – Video

    Come si vota – Video

    Domenica 23 novembre dalle 7:00 alle 23:00 e lunedì 24 novembre dalle 7:00 alle 15:00 si vota per il rinnovo del Consiglio Regionale della Puglia.

    Per votare Silvia Miglietta barra il nome di Antonio Decaro, il simbolo della lista Decaro Presidente e scrivi Miglietta.

    Puoi votare Silvia Miglietta se sei residente in uno dei comuni della provincia di Lecce.

    Ricorda di portare con te la tessera elettorale e un documento di identità in corso di validità.

  • Il diritto alla cultura

    Il diritto alla cultura

    Ognibene è una delle 125 nuove Biblioteche di Comunità nate in Puglia negli ultimi 5 anni: circa 125 milioni di euro di finanziamenti per garantire alle nostre comunità nuove piazze del sapere, spazi pubblici nei quali promuovere la lettura ed offrire accoglienza, inclusione, servizi per tutti: bambini, genitori, anziani.

    Una strategia politica che ha riconosciuto il valore dell’investimento in cultura per la crescita sociale economica civile dei nostri comuni e contrastare dispersione scolastica e povertà educativa purtroppo ancora alti nella nostra regione.

    La prossima legislatura avrà il fondamentale compito di rafforzare questi presidi di cittadinanza culturale, soprattutto in quelle realtà caratterizzate da contesti particolarmente fragili.

    La Regione dovrà assicurare le risorse necessarie per la sostenibilità economica nella gestione delle biblioteche, che è garanzia di continuità nell’erogazione di un vero e proprio servizio pubblico, e mettere a fattore comune le migliori esperienze. Così come nel PNRR non basta finanziare il recupero di immobili, serve anche investire sul funzionamento delle attività.

    Occorre quindi fare diventare pratica comune in tutte le 125 nuove realtà nate in Puglia gli esempi virtuosi della Biblioteca Prospero Rendella di Monopoli, dei Granai del Sapere a Conversano, della Piazza coperta di Leverano, della ABC Laterza. E delle nostre Ognibene e Acchiappalibri.

    Per riconoscere in tutta la Puglia il diritto alla cultura

  • “La mia voce al servizio delle classi più deboli” – Antenna Sud

    “La mia voce al servizio delle classi più deboli” – Antenna Sud

    Ospite di Maria Teresa Carrozzo ad A Chiare Lettere, la candidata al Consiglio Regionale della Puglia con Decaro Presidente ribadisce la sua missione politica: essere portavoce di chi ha meno tutele, mettendo competenza, ascolto e impegno al servizio delle fasce più fragili della comunità.

  • Il diritto al welfare

    Il diritto al welfare

    In Puglia secondo recenti dati Istat il 37,7% delle persone sono a rischio povertà ed esclusione sociale. Negli ultimi anni le vite delle persone e delle famiglie sono cambiate profondamente. Sono emerse fragilità nuove: situazioni economiche instabili, solitudini, dipendenze diverse, bisogni che non erano nemmeno codificati. E spesso il pubblico, da solo, non riesce a dare risposte adeguate o tempestive.

    Per questo oggi abbiamo bisogno di un modo diverso di intendere l’aiuto. Non soluzioni temporanee ma Interventi che permettano alle persone di ripartire davvero.

    È quello che chiamiamo welfare generativo. Un termine forse tecnico, ma un’idea molto semplice: non basta assistere, bisogna costruire autonomia. Significa partire dalle risorse delle persone, non solo dalle loro mancanze. E creare risposte nuove, costruite insieme a scuole, associazioni, famiglie perché molti dei bisogni di oggi non si risolvono da soli e non si risolvono con gli strumenti di ieri.

    È un approccio che non crea dipendenza, ma forza, dignità, possibilità. E non è solo una scelta sociale: è una scelta che fa crescere la comunità.

    E c’è un aspetto fondamentale: il welfare generativo crea lavoro vero nel Terzo Settore. Più coprogettazione significa più educatori, più mediatori, più operatori sociali e culturali. Significa trasformare i bisogni del territorio in occupazione stabile e qualificata, vicina alle persone.

    Questo è il welfare generativo: una risposta nuova a bisogni nuovi. Un aiuto che attiva, che sostiene, che dà forma al presente, valorizzando e mettendo a sistema le realtà già operative sul territorio, e guarda a un futuro fatto di progettualità e collaborazione.

  • «Con Decaro al centro persone e comunità. Civismo come valore» – Nuovo Quotidiano di Puglia

    «Con Decaro al centro persone e comunità. Civismo come valore» – Nuovo Quotidiano di Puglia

    Silvia Miglietta, da ex assessora del governo cittadino di Carlo Salvemini e consigliera di minoranza di Lecce Città Pubblica a Palazzo Carafa a candidata al Consiglio regionale nella lista civica Decaro Presidente. Quali le ragioni alla base di questa scelta?

    «La mia scelta nasce da un percorso di coerenza e responsabilità. In questi anni ho lavorato per la mia città, prima da assessora e poi da consigliera, condividendo un’idea di politica fatta di ascolto, impegno quotidiano e cura delle persone. Oggi sento che questa idea può e deve essere portata in Regione, nel centrosinistra, con una nuova energia civica e un rinnovato protagonismo delle comunità locali. Ho scelto di candidarmi con Antonio Decaro perché riconosco in lui un modo di fare politica che parte dalle persone. La sua è la storia di un amministratore capace di costruire futuro, di unire e non dividere. E con questo spirito che vorrei dar voce al Salento, portando a Bari la stessa passione e concretezza che ho messo nel mio impegno a Lecce».

    In questi mesi il tema del civismo – simbolo del decennio di governo di Michele Emiliano – è stato al centro del dibattito interno della coalizione di centrosinistra. Ritiene che l’esperienza civica a Lecce e nel Salento sia ancora necessaria?

    «Credo che il civismo sia stato, e resti, un valore importante: ha permesso a tante persone di sentirsi parte della vita pubblica e di portare nel dibattito politico competenze e sensibilità nuove. Ma, come ogni esperienza, anche il civismo ha bisogno di confini chiari e di coerenza. Il modello che credo vada rilanciato è un civismo serio, che serva a rafforzare la credibilità del centrosinistra, rendendolo ancora più vicino alle persone».

    Diritto all’abitare e welfare sono stati i pilastri del suo mandato da assessora a Palazzo Carafa. Ora, dopo un anno e mezzo di governo di centrodestra in città, qual e lo stato dell’arte?

    «Grande immobilismo e assoluta mancanza di visione. La città ha perso slancio soprattutto nel settori delicati del diritto all’abitare e del welfare. La delega alle case popolari non è stata neppure assegnata, segno di scarsa attenzione su un tema che richiede presenza e programmazione. Durante il nostro mandato avevamo avviato un lavoro importante, con gli uffici e il terzo settore, che metteva al centro le persone ei loro percorsi di autonomia. Il diritto all’abitare e il welfare non sono capitoli di bilancio, ma la misura della civiltà di una città e del benessere di chi la vive»

    Quale ritiene siano le necessità imprescindibili di Lecce e del Salento da rappresentare in Consiglio regionale?

    «Attenzione, ascolto e una presenza costante nelle scelte regionali. Il programma di Decaro ben rappresenta la necessita di politiche che riducano le distanze: nel la sanità, nei trasporti, nel lavoro»

    In questa tornata elettorale le protagoniste della campagna elettorale. Dopo anni di battaglie e “quote rosa” l’obiettivo è centrato?

    «Le donne sono più presenti e visibili ed è positivo. Ma non basta contare le candidature per dire che la parità è raggiunta. La vera sfida è che le donne possano incidere nei luoghi delle decisioni. Per me la questione è culturale: significa costruire spazi politici dove contano competenza, responsabilità e capacità di cambiare le cose con serietà e visione. Vengo da un esperienza amministrativa in cui ho visto quanto le donne portino un approccio concreto, capace di tenere insieme diritti e risultati. La parità vera sarà raggiunta quando non dovremo più parlarne come di una conquista».

    I sondaggi danno in netto vantaggio il centrosinistra di Decaro ma gli avversari di centrodestra sono convinti della rimonta. Un rischio reale o una maniera di esorcizzare una sconfitta pronosticata?

    «Credo che nessuna elezione sia mai scontata, il risultato vero lo decidono le persone. Antonio Decaro e il centrosinistra stanno raccogliendo consenso perché hanno costruito una proposta credibile. La vera sfida che riguarda tutti è riconquistare la fiducia di chi sceglie di non votare. Un fenomeno che si può contrastare dimostrando che la buona politica esiste. E la Puglia può continuare a crescere con il centrosinistra e con Antonio Decaro».

  • Piattaforma dei giovani e delle giovani di Puglia

    Piattaforma dei giovani e delle giovani di Puglia

    Oggi ho firmato la piattaforma dei giovani e delle giovani di Puglia: un documento che affronta alcuni tra i punti cruciali per la regione che vogliamo, fatta di pace, diritti, sviluppo cultura e lavoro.

    È tempo di investire su chi costruirà la nostra regione, con coraggio e visione, la Puglia del futuro è oggi.

  • La sostenibilità ambientale è un diritto

    La sostenibilità ambientale è un diritto

    Negli ultimi 15 anni in Puglia la raccolta differenziata dei rifiuti è passata dal 15% al 59%.

    Una crescita costante che va rafforzata per allinearci all’obiettivo strategico del 65%, come previsto dalla legge.

    Un traguardo importante per assicurare alla nostra regione che sempre meno rifiuti vengano conferiti in discarica, con danno alla salute e all’ambiente; che attraverso il riciclo si possa garantire il recupero di materiali come vetro, plastica, legno, carta riducendo la necessità di produrle nuovamente.

    Quello che si è riusciti a realizzare per esempio a Lecce, Andria, Barletta, Fasano, San Giovanni Rotondo, Martina Franca – dove la raccolta differenziata è già oggi superiore al 70% – deve diventare la regola in tutti i comuni di Puglia.

    La Puglia che vogliamo deve poter garantire di pagare una TARI più bassa a chi si impegna a differenziare, cosa finora non avvenuta. Serve per questo che in ogni provincia si realizzino impianti pubblici per il conferimento della frazione organica per non mandarla fuori regione, sostenendo costi di trasferimento che vanno in bolletta. 

    Serve un forte indirizzo politica, una consapevolezza condivisa, un patto con le comunità per convincersi che differenziare di più e chiudere il ciclo di rifiuti è un investimento sul futuro.

  • Il voto agli studenti fuorisede diventi legge dello Stato

    Il voto agli studenti fuorisede diventi legge dello Stato

    È di qualche giorno fa la notizia del superamento delle 50mila firme necessarie per chiedere al Parlamento di discutere la legge di iniziativa popolare per il voto agli studenti e alle studentesse fuorisede.

    L’Italia è l’unico paese Ue a non averlo ancora introdotto.

    In Puglia, secondo gli ultimi dati disponibili, 41mila universitari e universitarie studiano in un ateneo che non si trova nella regione di residenza. Il 34% del totale.

    Dopo le sperimentazioni fatte alle Europee e negli ultimi referendum, è arrivato il momento che il voto ai fuorisede diventi legge dello Stato.

    La piaga dell’astensionismo crescente – quasi un italiano su due non vota – si combatte con azioni concrete e non con proclami teorici. Mettere chi studia a km da casa nella condizione di poter esercitare il proprio diritto di voto a distanza è una di queste azioni concrete che andrebbe a contrastare anche la crescente disaffezione dei giovani verso la politica.