In questa campagna elettorale Antonio Decaro ha rappresentato nel modo più chiaro la politica che serve alla Puglia e al Salento. Sono orgogliosa – siamo orgogliosi – di averlo sostenuto nella lista che portava il suo nome. Decaro ha scelto di non lasciarsi trascinare nelle polemiche sterili o nelle rivalità personali che spesso logorano la vita politica, ma di concentrarsi con serietà sui problemi concreti delle pugliesi e dei pugliesi. Ha studiato i dossier, ha incontrato le comunità, ha ascoltato chi vive ogni giorno le difficoltà del lavoro, della sanità, dei trasporti, dei servizi sociali.
Da questo percorso sono nate proposte reali e praticabili, capaci di valorizzare quanto la nostra regione ha costruito negli ultimi vent’anni: una Puglia diventata riferimento per lo sviluppo del Mezzogiorno, per dinamismo economico, capacità attrattiva, innovazione sociale e qualità dei servizi pubblici. La sua qualità più grande resta però l’ascolto, un ascolto autentico, che parte dalla voce di chi le fragilità le vive quotidianamente sulla propria pelle. Per questo sarà un privilegio condividere con tutte e tutti voi i prossimi cinque anni, che si annunciano decisivi per il futuro della Puglia e del Salento.
Per me, che da Lecce e dal Salento sono partita, questo risultato assume un significato particolare. La mia città mi ha restituito un affetto enorme e un sostegno determinante. Qui la competizione era più complessa che altrove: la destra si presentava con la sua squadra più forte, sostenuta da figure di rilievo nazionale ed europeo, da una macchina comunicativa capillare e da molte amministrazioni locali dei comuni più grandi, compresa Lecce.
Eppure, nonostante questa condizione, Decaro e la coalizione di centrosinistra hanno saputo imporsi. È stato possibile grazie alla forza del candidato, ma anche al lavoro dei candidati e delle comunità politiche radicate nei paesi del Salento. E, soprattutto, grazie alla spinta decisiva della città capoluogo. Lecce ha scelto in modo netto, infliggendo un 58 a 40 che resterà nella memoria politica della città. Dei 26.000 voti che separano centrosinistra e destra in provincia, ben 7.000 arrivano da Lecce.
È un dato straordinario, soprattutto se si considera che appena diciotto mesi fa la città aveva consegnato la guida alla destra. In questo anno e mezzo la cittadinanza ha potuto constatare il vuoto amministrativo, le promesse mancate, le difficoltà di una gestione priva di visione. In questo contesto, la nostra comunità politica ha scelto di non arretrare. Lecce Città Pubblica non si è dispersa dopo la sconfitta, ma ha rilanciato con ancora più forza, costruendo un’opposizione rigorosa, competente, presente nei quartieri, vicina ai bisogni delle persone, capace di restituire credibilità alle ragioni del centrosinistra.
Di questo sono orgogliosa. Di questo siamo orgogliosi. E su questa base continueremo a costruire. Nel ruolo di coordinatrice di LCP proseguirò con impegno e determinazione, perché la sfida dei prossimi anni sarà riportare Lecce sulle strade del progresso, della giustizia sociale, della crescita economica e culturale. Lo faremo insieme, con la forza delle idee e della partecipazione, convinti che la politica sia soprattutto un servizio alla propria comunità.
Ed è proprio pensando al rapporto tra comunità e istituzioni che torna alla mente il dato più preoccupante di queste elezioni: l’astensione. La collocazione invernale del voto e l’assenza di accorpamenti con altre consultazioni non bastano a spiegare un fenomeno che ha portato sei cittadini su dieci a non recarsi alle urne. È un segnale che non può lasciarci indifferenti.
Per chi, come noi, ha lottato e continua a lottare per il valore del suffragio universale, per l’idea che il voto di ogni persona – delle più fragili come delle più fortunate – abbia lo stesso peso, questo dato è una ferita politica. Ed è una responsabilità. Tocca a noi ricostruire fiducia, presenza, prossimità. Tocca a noi riportare la politica tra le persone, nelle loro vite quotidiane, nei loro problemi e nelle loro speranze.
Lecce Città Pubblica è nata proprio per questo. Per dimostrare che la partecipazione è possibile, che le comunità possono essere protagoniste delle scelte che le riguardano, che la democrazia vive solo se viene coltivata ogni giorno.
Ripartiamo da qui. Ripartiamo insieme.
Analisi del voto e prospettive per Lecce e il Salento
