Il diritto al mare

La Puglia di tutte e tutti è ad esempio quella che da domani scommette con più forza in un nuovo orizzonte, quello dei suoi 900 km di costa. 

Che nel Salento significa una molteplicità di tanti straordinari e fragili paesaggi costieri ciascuno con la propria identità. 

Qui dobbiamo riuscire a creare lavoro equo, con nuove economie innovative e durevoli, qui dobbiamo salvaguardare il paesaggio per proteggere le spiagge e le falesie dall’erosione e il dissesto e mettere in sicurezza il futuro delle comunità che vivono a meno o poco più di un km dal mare. 

Qui dobbiamo garantire il diritto al mare: più accessibilità, più spiagge libere attrezzate, più servizi di qualità e più sport e cultura. Per un turismo più solido e sostenibile che non estrae valore e va via ma crea futuro, tenendo insieme tradizione e nuove progettualità.

La nuova amministrazione regionale dovrà essere al fianco dei comuni che ancora non hanno i piani delle coste, e attuare la legge illuminata voluta da Guglielmo Minervini che garantisce il giusto rapporto fra spiagge libere e spiagge in concessione.

Dobbiamo fare in modo che quello che si è fatto a Lecce ed in altri pochi comuni, come Racale, Patù, Tricase, Taviano, Ugento e Nardò diventi la regola.

Per una Puglia di tutte e tutti.